#146 a casa

#146acasa: da Palermo, un hashtag per chiedere attenzione

#146 a casa

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DoAnBe sostiene la protesta dei dipendenti 4U!

Nel 2012, l’azienda 4U aveva licenziato 19 dipendenti e aveva chiesto ai dipendenti rimasti sforzi, affinché gli altri potessero riavere il loro posto.

“Ci siamo ridotti le nostre già misere retribuzioni essendo quasi tutti lavoratori part-time o a 4 ore o a 6 ore, facendoci carico dei contratti di solidarietà che sono in corso e che finiranno a dicembre 2014.” scrivono in una lettera indirizzata alle Istituzioni.

Da circa due anni, la 4u lamenta problemi a causa di una diminuzione della domanda sul territorio nazionale e ai committenti che usufruiscono dei servizi di concorrenti che hanno prezzi minori. Solo per fare un esempio, Sisal ha delocalizzato il proprio call center a Tirana.   Nulla di nuovo sotto al sole, sono purtroppo molte le storie simili che caratterizzano attualmente il panorama italiano.In merito all’”inspiegabile silenzio” che avvolge il loro caso, si chiedono:“Forse perché siamo solo una realtà locale palermitana? Noi continuiamo a lavorare malgrado a peggiorare il tutto si aggiunga il ritardo dei nostri stipendi.  Siamo lavoratori come tutti gli altri e come tali vogliamo essere considerati. Chiediamo solo di mantenere il nostro posto di lavoro senza essere costretti a rinunciare alla nostra terra” sottolineano,  come a voler affermare che l’emigrazione dovrebbe essere una scelta e non una costrizione.

“Per noi questo lavoro è iniziato quasi come una scommessa ed è diventato nel tempo il ‘lavoro della vita’ con cui creare famiglie, investire sul proprio futuro professionale e personale, pagare mutui, bollette, sopravvivere – scrivono – siamo consapevoli del fatto che uscire dal ciclo occupazionale, in una terra arida qual è la Sicilia rappresenta per tutti noi certamente la morte lavorativa”.

I lavoratori del call center della 4U di Palermo hanno cercato di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, utilizzando i social e cercando di guadagnare visibilità attraverso l’aiuto dei volti noti (e non).  Tutti- infatti- sono invitati a manifestare la propria solidarietà con un selfie. #146acasa è l’hashtag che hanno scelto (qui la loro pagina facebook): 146 come il numero di persone per cui è stata aperta, lo scorso 4 agosto, una procedura di mobilità. 388- invece- è il numero dei lavoratori che rischiano il loro posto.

Con voi perchè il lavoro è diritto e dignità!

Donatella, Anna e Beatrice

 

 

 

 

 

 

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