Lavoro: fatti ricordare dopo un colloquio

Interagire con il recruiter

Spesso ci sentiamo numeri, siamo tanti a presentarci ad un colloquio di lavoro, al punto che a volte ci rinunciamo.  Colloquio di lavoroPrima ancora di mettersi alla ricerca di un lavoro dobbiamo chiarirci bene le idee su cosa vogliamo fare e quanto siamo disposti ad impegnarci per il lavoro che cerchiamo. Quale è il ruolo che vorremmo ricoprire e che prospettive di carriera vorremmo ci fossero.  A tal proposito vi consigliamo di leggervi questo libro molto interessante sull’argomento: L’arte di trovare il tuo lavoro

Fatto ciò e con la chiarezza necessaria possiamo riflettere su come comportarci durante un colloquio per trovare lavoro.

Cosa è necessario per farsi notare durante un incontro con potenziali datori di lavoro?

shutterstock_127187282È chiaro che ciò che conta in primis è essere qualificati per il lavoro per cui ci si propone. Saranno validate le nostre competenze e vagliate le nostre esperienze. È altrettanto vero però che in un momento in cui la competizione è altissima bisogna distinguersi. È stato osservato a tal fine che sempre più frequentemente viene apprezzata la capacità di essere attivi in un colloqui di lavoro. Limitarsi a farsi interrogare dal recruiter non basta. Il candidato attivo ha così un doppio vantaggio, quello di valutare anch’egli chi ha davanti e cosa gli viene chiesto e quello meno evidente, ma non meno rilevante, di mettere in luce peculiarità e tratti distintivi che potrebbero fare la differenza. Essere incisivi anche rischiando è diventata la chiave di volta. Il vostro recruiter apprezzerà la vostra intraprendenza purchè non sia fuori luogo o troppo stravagante.

Il primo test potrebbe essere la telefonata di contatto

shutterstock_231593311Se siete contattati per un lavoro vi conviene essere sempre pronti a rispondere con cordialità e prontezza anche alla telefonata in cui vi daranno l’appuntamento per il colloquio di lavoro vero e proprio. L’impressione che darete durante la telefonata potrebbe essere una traccia che resta, che può favorirvi predisponendo bene l’interlocutore, oppure potrebbe diventare un ostacolo se fosse negativa, caso in cui sareste costretti a faticare per risalire durante il colloquio vero e proprio.

Quali obiettivi porsi durante il colloquio di lavoro?

cosa dobbiamo ottenere da un dialogo con il nostro futuro capo o chi per lui? Per farci dare il lavoro, obiettivo primario, dovremmo essere in grado di mettere in luce le nostre doti e, senza vanagloriarsi, lasciar intuire le caratteristiche decisive secondo le quali noi siamo più adatti di altri a ricoprire le mansioni richieste. Per farlo dobbiamo dimostrare che sull’azienda in questione siamo preparati, abbiamo studiato e ci siamo informati al fine di renderci più plasmabili possibili per le esigenze dell’azienda, ma anche per essere il valore aggiunto di cui l’azienda ha bisogno.

Interessante trattato da cui prendere spunti è: 101 risposte vincenti per il colloquio di lavoro

 

Attenzione, l’abito fa il monaco!

shutterstock_319033586La presentabilità conta. Rappresenta attenzione (se siamo attenti a noi stessi lo saremo anche in azienda), pulizia, rigore e puntualità. È sempre più piacevole parlare con una persona ben curata piuttosto che con una sciatta. La cura di sé viene vista come impegno con sé stessi e diligenza e accortezza intesi come atteggiamenti della nostra personalità.

 

Mila: esperta in comunicazione. Una passione perseguita con fermezza!

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Mila è una di noi…

Mossa dalla passione e da tanta voglia di impegnarsi per riuscire a realizzare il suo sogno e farne una professione, ci ha raccontato il suo percorso, che riportiamo fedelmente, certe che le sue parole trasmettano la forza di ciò che vuol fare da grande!

image1Sono una ragazza milanese di 27 anni e, dopo essermi diplomata al liceo classico bilingue (inglese e francese), ho frequentato per un pò di tempo la facoltà di Scienze Politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma, avendo poi intrapreso un lavoro full- time come segretaria in uno studio medico per la durata di due anni, ho deciso di sospendere i miei studi.

Precedentemente ho sempre lavorato come hostess e sales assistant presso svariati negozi nel centro di Milano e, una volta terminata l’esperienza come segretaria, ho ricominciato la mia ricerca di una lavoro stabile e minimamente appagante: dopo un anno di ricerca e lavoretti sporadici, sono riuscita ad ottenere nel 2014 un lavoro come receptionist part- time serale presso un gruppo bancario tramite cooperativa, non particolarmente edificante e costituito da rinnovi a termine di tre mesi in tre mesi.

Sempre nel 2014 ho deciso di riprendere i miei studi, trasferendomi alla facoltà di Comunicazione Interculturale del Dipartimento di Scienze della Formazione presso l’Università Bicocca, poichè mi ero stancata di basare la mia vita sulle scelte altrui, e volevo darle un senso fattivo, seguendo quella che era la mia predisposizione: un percorso che toccasse tutti i settori della comunicazione, con particolare attenzione all’interculturalità, che io realizzo con lo studio della lingua e della cultura araba.

Tra il 2014 e il 2015, quindi, mi sono divisa tra lavoro e studio, che continuo a portare avanti con dedizione, entusiasmo ed un’ottima media di voti; per quanto riguarda il lavoro, invece, il mio ultimo contratto si è chiuso a marzo del 2015, e da lì ho continuato a svolgere i soliti lavori sporadici di hostess e sales assistant, fino ad arrivare all’attività di babysitter.

Ma vorrei riuscire a fare la professione per cui ho tanto lavorato, ovvero quella di esperta in comunicazione, soprattutto in situazioni multiculturali ed interetniche, prevista dal mio percorso di studi.

Sono sempre aperta e disponibile a nuove esperienza in questa direzione professionale, infatti mi candido spesso a stage: ma le proposte che mi vengono fatte sono sempre senza la minima retribuzione, cosa che io non posso accettare, in quanto trovo che il riconoscimento di impegno e lavoro debba essere basilare per instaurare un proficuo e rispettoso rapporto lavoratore- azienda.

Personalmente, ho la passione per i viaggi, la natura, gli animali, i libri, il cinema, il teatro e la scrittura: per dare libero “sfogo” a tutto ciò ho deciso, qualche giorno fa, di aprire un blog in cui pubblicare articoli che descrivono le mie impressioni ed opinioni sulle esperienze più disparate https://intornoalmondosite.wordpress.com/.

Lavoro: esistono ancora le molestie sul posto di lavoro. Protette dall’anonimato le donne si raccontano.

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fear-299679_640Molestie sul lavoro, storie inconfessabili per paura delle ritorsioni. Le donne troppo spesso subiscono ancora pressioni psicologiche, oltre che fisiche, nel mondo del lavoro. Il Daily Mirror ha raccolto molte testimonianze di questa piaga che dilaga. Parliamo di paesi “evoluti”, dei nostri paesi, di casa nostra! Molte hanno raccontato di abusi subiti per mesi, alcune per anni; altre non si sono volute aprire per paura e altre ancora per la certezza di non essere credute! Le molestie causano disagi psicologici, forme d’ansia e tensioni di varia entità che si riflettono sulla vita personale e lavorativa. Il datore di lavoro è obbligato a garantire che l’ambiente di lavoro sia tale da salvaguardare la salute fisica e psicologica del lavoratore eppure c’è chi racconta che a manifestazioni di rifiuto è stato risposto: “Così va il mondo…”! Nonostante le leggi e le tutele sui diritti delle donne, sono ancora poche le denunce e sono ancora frequenti e pesanti gli abusi. Nessun sistema di controllo e omertà diffusa per paura, questa è purtroppo la triste verità. Molte le associazioni di sostegno alle donne, strutture che offrono consulenza e guida oltre che sostegno morale: non sentirsi sole diventa una forza importante verso il recupero della propria dignità.

I Voucher per i lavori occasionali: istruzioni per l’uso

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voucher-buono-lavoroI Buoni lavoro sono il metodo di pagamento per i lavori occasionali in cui il rapporto non è sancito da un contratto perché il lavoro è saltuario.
Ogni Voucher ha un valore pari a € 10,00 di cui il netto per chi fa la prestazione è il minimo stabilito in € 7,50. Comprende quindi sia copertura INPS che INAIL e mette al sicuro datore di lavoro e lavoratore. Consente al Committente di essere nella piena legalità e al Prestatore d’opera di fruire di un compenso che non va ad incidere sullo stato di disoccupazione ed inoltre ha comunque un cumulo pensionistico.
Le attività occasionali possono essere svolte da tutti, inclusi i pensionati e gli studenti.
I compensi percepiti attraverso i Voucher non possono superare la soglia di € 5050,00 netti ossia € 6740 lordi in un anno. Non si può prestare opera per lo stesso datore di lavoro per una cifra superiore a € 2690,00 lordi.

Uso per il Committente 
Il datore di lavoro deve dare comunicazione all’ INPS prima dell’inizio dell’attività attivando così il voucher. Al termine del lavoro il prestatore d’opera riceverà i buoni orari equivalenti al tempo impiegato.

I buoni sono in vendita presso le sedi INPS, in via telematica, gli sportelli bancari abilitati, tabacchi autorizzati e  uffici postali.

Uso per il lavoratore
I Voucher possono essere riscossi presso tutti gli uffici postali del paese entro due anni dal ricevimento termine oltre il quale non hanno più validità. Quelli acquistati in via telematica vengono retribuiti con bonifico domiciliato riscuotibile negli uffici postali e quelli acquistati presso le tabaccherie presso le stesse entro il termine temporale di un anno dalla ricezione.

L’importanza della selezione attraverso i social media, nel mondo del lavoro, è oggi un aspetto molto importante e continuerà ad esserlo in futuro.

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computer-69910_640L’università Cattolica di Milano ha condotto una ricerca che fa il punto sull’uso dei social network per fini professionali. Il Recruiting avviene ormai su internet.
Per l’Italia la ricerca ha coinvolto oltre 7.500 candidati e 269 selezionatori. Il 67% dei primi ha confermato come sia ormai prassi usare i social nella ricerca di un impiego, con un +14% rispetto all’anno passato. Il 56% ha d’altronde diffuso il suo curriculum vitae tramite queste piattaforme. D’altronde è assodato come i recruiter controllino puntualmente sui social, questo vi invita, se cercate un lavoro o se comunque avete un percorso professionale di reputazione, a mantenere curate e “pulite” le vostre pagine social. I profili finiscono sotto analisi, soprattutto la parte che riguarda le precedenti esperienze lavorative, i riconoscimenti professionali  e i successi, ma la personalità è pur sempre al centro: il 25,5% dei cacciatori di teste ammette infatti di aver bocciato un candidato per foto, contenuti, commenti postati sulla propria pagina.
Nel 2013 si è trattato del 53% delle attività di selezione. Quest’anno si toccherà il 61%. Gli uffici per l’impiego e i centri di collocamento, almeno per i primi contatti, sono morti.

Una creatività accesa per una di noi, progetti che attendono la luce! Laila si racconta…

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IMG_2683Nel 2012 quando da un giorno all’altro mi sono trovata senza lavoro inaspettatamente per problemi di ordine finanziari dell’azienda per la quale progettavo, ho pensato: serve una nuova idea…
…così è stato e ne è nata una prima innovativa in italia. Forse troppo e non supportata a livello legislativo e mentale da funzionari statali incapaci di mettersi in gioco, asl veterinaria poco collaborativa, iter complicato soprattutto per ciò che riguardava e riguarda il food.
“bymà” è [e ne parlo al presente perchè non desisto] un concept che si concentra su architettura, design, food e letteratura a 4zampe.
Gli sviluppi sono anche recenti, tengo le dita incrociate, il 26 giugno in occasione della giornata del pets@work è stata presentata la parte dedicata alla progettazione, al welfare.
Questo oggi a distanza di anni è il mio hobby.
…quindi ripenso…
nasce la “necessità” di lavorare, ho voglia di lavorare e di farlo bene.
Arrivare a farsi conoscere tramite un cv è difficile, sembra sempre manchi qualcosa forse quel pizzico di fortuna.
Devo lavorare però e lo ripeto è una necessità e non mi vergogno a dirlo.
Sviluppo l’idea, ma sono da sola e l’accesso al credito è impossibile.
In camera di commercio dove c’è uno sportello dedicato al design sono piacevolmente stupiti, disponibili, per l’imprenditoria femminile in lombardia però non c’è nulla a livello di finanziamenti.
La mia vita si è modificata molto nel tempo, nasco in una famiglia benestante, il mio nonno industriale nel campo dei mobili da cucina, bravo nel suo lavoro, nato dopo la guerra,
poi problemi famigliari, la decisione di lasciare tutto a chi stava facendo stare poco bene il mio papa, la salute sua era più importante, ma gli scrupoli inesistenti dei “parenti” e il suo fidarsi ci hanno portato a non avere più quasi nulla, qualche debito. i suoi soldi “tanti”, persi per ciò che a volte nei tribunali non funziona…lo sbaglio del suo avvocato ad aggravare il tutto, il suo spegnersi…
…per questo dico che sono sola…vorrei ricominciare a vivere, vorrei far ritrovare il sorriso a chi mi sta vicino e che devo aiutare.
Ripartirei dal tema che tanto affascinava il nonno e che affascina anche me: la cucina come spazio da progettare e il cucinare come gesto.
Mi scende una lacrimuccia, difficile “non importa”,lo vorrei tanto per me e per chi con me potrebbe collaborare nel gioco della commistione di competenze: aziende, anche importanti, sembrano essere interessate.
Grazie per il tempo che mi avete dedicato…Laila…
Laila ci ha consegnato i suoi bellissimi progetti che restano disponibili per chiunque abbia voglia di valutarli ed investirci. Crediamo nella grinta di una donna che continua a cercare una strada possibile per realizzare i suoi sogni e continueremo a darle voce. Buona fortuna Laila!

Caro Renzi il jobs act non ha risolto, il popolo SOVRANO ha bisogno della dignità che solo il lavoro può dare!

An di DoAnBe

Caro presidente

An di DoAnBe

An di DoAnBe

molto del clamore intorno ai vostri, tanto pavoneggiati, risultati della riforma del lavoro è dovuto al fatto che ci sia stata una grande quantità di contratti trasformati, poche le nuove assunzioni. La questione inoltre diventerà di difficoltà estrema allo scadere degli incentivi. Ho letto un articolo di Repubblica pochi giorni fa sull’argomento che riportava un sondaggio i cui dati mi hanno per l’ennesima volta portata a queste conclusioni.

L’ITALIA  È OPPRESSA DALLA PRESSIONE FISCALE!

Fino a che non eliminerete i maxi stipendi dei privilegiati intorno al governo e nelle cariche pubbliche, i vitalizi, e tutte le spese che questa povera Italia deve sostenere per il magna-magna generale, il popolo sarà sovrano della sua disperazione. Non si risolve facendo tagli sulla sanità o sulla scuola! VERGOGNA!

Ricevo mail continuamente da persone che avevano una dignità lavorativa e che stanno perdendo sé stessi.

Gli italiani sono sempre stati generosi ed accoglienti, oggi ci accusano di essere razzisti ed invece il rischio è quello di fare razzismo al contrario: come potete chiederci di sostenere ed aiutare queste flotte di disperati che approdano sulle nostre coste se molti di noi non arrivano a fine mese?

Basta! L’italia non cambia verso e non riparte se non riducete la pressione fiscale. Le aziende non assumeranno se i costi e i pericoli economici annessi saranno ancora così alti!

Chiudere le frontiere non è un segno di razzismo è la richiesta di aiuto di un paese al delirio.

CARO PRESIDENTE NON ELETTO basta parole restituisca dignità al popolo che dovrebbe servire!

 

 

Il lavoro subisce un altro duro colpo: 200 dipendenti rischiano di perdere la loro occupazione…

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volterra_corteo_primo_maggio_2015_05_01_04Ancora posti di lavoro a rischio, chiude a Volterra la Smith International, l’azienda che produce punte perforazioni petrolifere. L’azienda era in crisi da tempo , ed erano già stati mandati in cassa integrazione i due terzi dei lavoratori. Ad incidere sui problemi dell’azienda è stata senza dubbio la crisi del settore, ma anche, a detta di Massimo Basilei della Cgil di Pisa, la produzione di macchinari obsoleti. Basilei ha chiesto l’intervento della Regione per salvare duecento posti di lavoro in una zona a bassa densità occupazionale. Le ricadute saranno pesanti su tutto il territorio. Insieme a coloro che lavorano e che credono nella forza delle persone chiediamo a tutti di condividere questo articolo. Sarebbe bello poter dire di aver contribuito a trovare investitori per salvare i posti di lavoro di tante famiglie!

Forza e coraggio!

Lavoro: novità e riflessioni in un mondo in continuo cambiamento…

An di DoAnBe

 

An di DoAnBe

An di DoAnBe

Quando si affronta l’argomento lavoro si rischia sempre di addentrarsi in un terreno assai rischioso.
C’è rabbia per tutto ciò che sta precipitando il nostro paese in un declino storicamente mai osservato. I nostri politici sembrano sempre avere soluzioni in tasca e poi puntualmente sono clamorosi fiaschi. Dunque che fare? Con doanbe.it abbiamo indagato la questione occupazione in lungo e in largo, sono ormai due anni che parliamo con persone alla ricerca di un lavoro e con aziende che operano in vari settori produttivi, quello che emerge é un dato forse tutto sommato confortante, molte aziende non riescono a reperire personale! E allora perché c’è così tanta gente disoccupazione? Non abbiamo la presunzione di poter dare una risposta, però ci sentiamo in grado di fare qualche osservazione in merito. Le figure richieste spesso sono professioni per le quali c’è poca formazione, nell’ambito metalmeccanico per esempio, nè le scuole professionali nè le associazioni di categorie si preoccupano di valutare questi dati e di spingere i giovani in tale direzione. Rimane il fatto più allarmante che c’è molta resa e le persone sconfortate non si impegnano più nella ricerca e nelle iniziative. Altro aspetto interessante é invece il fatto che stanno nascendo lavori nuovi in particolare nelle nuove tecnologie, il mondo del web, dei social network offre nuove opportunità. E poi ci sono quelle iniziative straordinarie che vengono dai giovani e che fanno di un’idea piccola e semplice un occasione di successo.

Quello che abbiamo a cuore é sempre la raccomandazione a non arrendervi, provateci, contattateci se avete bisogno anche solo di fare una chiacchierata, ma continuiamo a lavorare insieme per crescere e per trovare soluzioni. Il lavoro è la dignità della persona.
Noi con voi!

COLLOQUIO DI LAVORO. Presentarsi ad un colloquio di lavoro con fiducia in se stessi fa la differenza.

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group-464644_640Le tecniche di valutazione delle competenze di una persona che si candida per un lavoro sono diverse.
Alcune si basano su quesiti strutturati per individuare il collegamento tra le esperienze passate ed il lavoro per cui ci si propone. Altre considerano le capacità cognitive o ancora la predisposizione alla leadership. Vengono considerati gli aspetti attitudinali e le esperienze.
Ma…
Alcuni studi sostengono che la decisione viene presa, da chi effettua il colloquio, nei primi 5 minuti!
Il resto del tempo serve solo a confermare l‘impressione iniziale. Conta molto l’impatto da subito e pare venga premiato l’approccio deciso e positivo, fermo restando che ci siano le competenze previste per la candidatura in questione. Ciò che veramente consente di fare una scrematura é senz’altro una risposta che cattura per originalità e forza trainante. Pensateci!