electric power

elettricista

electric powerNon scorderò mai la sera di San Valentino di qualche anno fa. Stavo tornando a casa dallo studio, sotto un temporale da tregenda, dopo aver lavorato una giornata intera ed ero,  come dire? Ehem un pó stanca e nervosa.
Pregustato l’idea di infilarmi in un bagno caldo stracolmo di schiuma per annegarci dentro perbenino la stanchezza e il fatto di non avere un “my Valentine” con il quale accendere una bella serata ed un sacco di candele.
Entro in casa con la borsa di studio in mano, la borsetta a tracolla, il tailleurino nero di ordinanza e l’immancabile stivale col tacco che… appena poggiato oltre la soglia, mi rimanda un rumoroso quanto incomprensibile “sciaff”. Cerco di accendere la luce. La luce non c’è. In compenso ho l’impressione che forse non avrei dovuto pensare così intensamente al bagno caldo, tanto da evocarlo e materializzarlo ad aspettarmi sulla soglia di casa, perché l’acqua in terra forse non è calda, ma è sicuramente tanta.
Ancora con la borsa di studio in mano e l’altra a tracolla riesco a guadare il corridoio e, intrepida, raggiungo la cucina guidata dal rumore, gorgheggiante e allegro, di un ruscelletto di montagna. Accendo una candela e la fioca luce mi rivela il misfatto di un fulmine buontempone che, non contento di avermi messo “in bernecche” tutto l’impianto elettrico, con un corto circuito ha sbrinato contemporaneamente frigo e congelatore ed ha condotto lo scaldabagno ad accumulo (da 80 litri) ad esibirsi in un virtuosismo di allagamento dell’intera magione!
Ricordo che torcevo i manici della borsa al ritmo delle torsioni del mio stomaco, mentre realizzavo che per contare i rospi,che avrei dovuto ingoiare tutti in una sera, mi ci sarebbe voluto un pallottoliere. Passai la serata, elegantemente vestita ed a lume di candela, ad asciugare il pavimento senza il conforto del mio elettricista che, brutto conformista, stava cenando, a lume di candela anche lui, con la sua Valentina (sgrunt!) in un ristorantino romantico.
Sconfortata com’ero mi balenó anche la peregrina idea di chiudere la porta di cucina e lasciar salire il livello dell’acqua per farci quel famoso bagno caldo…ce l’avessi avuto DoAnBe allora…. Avrei certo trovato un elettricista eccentrico senza fidanzata, sai uno di quelli  dei colmi? Un elettricista…CONTROCORRENTE!

Gli elettricisti sono su doanbe a Pistoia, Ponte Buggianese; Firenze, Vicchio, Empoli, Bagno a Ripoli;  Torino; Bologna; Milano; Roma; Napoli; Frosinone; Modugno (BA); Terrasini (PA)

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