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L’importanza della selezione attraverso i social media, nel mondo del lavoro, è oggi un aspetto molto importante e continuerà ad esserlo in futuro.

computer-69910_640L’università Cattolica di Milano ha condotto una ricerca che fa il punto sull’uso dei social network per fini professionali. Il Recruiting avviene ormai su internet.
Per l’Italia la ricerca ha coinvolto oltre 7.500 candidati e 269 selezionatori. Il 67% dei primi ha confermato come sia ormai prassi usare i social nella ricerca di un impiego, con un +14% rispetto all’anno passato. Il 56% ha d’altronde diffuso il suo curriculum vitae tramite queste piattaforme. D’altronde è assodato come i recruiter controllino puntualmente sui social, questo vi invita, se cercate un lavoro o se comunque avete un percorso professionale di reputazione, a mantenere curate e “pulite” le vostre pagine social. I profili finiscono sotto analisi, soprattutto la parte che riguarda le precedenti esperienze lavorative, i riconoscimenti professionali  e i successi, ma la personalità è pur sempre al centro: il 25,5% dei cacciatori di teste ammette infatti di aver bocciato un candidato per foto, contenuti, commenti postati sulla propria pagina.
Nel 2013 si è trattato del 53% delle attività di selezione. Quest’anno si toccherà il 61%. Gli uffici per l’impiego e i centri di collocamento, almeno per i primi contatti, sono morti.

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